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Vorrei dire che Beppe Grillo è un essere spregevole. Detto questo me ne torno a leggere, perchè mi viene da vomitare.
Vorrei dire che Beppe Grillo è un essere spregevole. Detto questo me ne torno a leggere, perchè mi viene da vomitare.
(via quattrorighe)
La mia vicina 104enne mi parla stringedomi le mani e ha detto che potendo verrebbe a trollare un po’ nell’internet, in particolare tutti quelli che, ohi ohi, sono giovani e pieni di dolori. Dice che l’appetito non le manca, che a leggere ci vede un po’ meno e che le hanno fregato 150 mila lire per una visita e ci vede come prima (sì lire). In tutta risposta le ho detto che ha meno rughe della Montalcini e lei s’è pavoneggiata levandosi il berrettino. Ha i capelli corti e bianchissimi e per nulla diradati. Un po’ più sorda dello scorso anno. Non guarda la tv perchè non le piace e non vuole sapere come va il mondo. Mi ricorda di aver lavorato dieci anni in miniera e per due anni di esserci andata scalza, estate e inverno. Per arrivare a lavoro faceva cinque chilometri cinque a piedi. Non faceva nessuna dieta.
Benvenuti nel paese dei balocchi / tre fettine di prosciutto sugli occhi. / Votiamo tutti Federico Moccia / sarà amore fino all’ultima goccia / qui nel paese dei baiocchi.
Siam la res pubblica delle banane / diamo il voto a genti strane / imbonitori, comici e starlette / e chi più ne ha più ne mette / ci beviam pur le panzane.
E’ possibile costruire giudizi su misura che rispecchino l’individuo nei punti di forza e nei punti di debolezza? E la lettura sarà quella desiderata? Servirà? Conviene restare sulla superficie?